djnnL’economia brasiliana continua a soffrire ed è già in fase di recessione. Nel terzo trimestre 2015 il Pil ha subito una ulteriore contrazione con il peggior risultato dal 1996. Le due variabili che come una ghigliottina pesano sul paese sono bassi prezzi delle materie prime sul mercato internazionale, e fine del boom del credito al consumo. Dopo un decennio di crescita sostenuta,: il Brasile ha smesso di crescere. il suo pil è cresciuto solo dello 0,1%, rispetto al 7,5% registrato nel 2010 che faceva del Paese il primo degli stat Brics.

Si è arrivati alla recessione progressivamente con le prime avvisaglie già nel 2011 in conseguenza di 2 crisi internazionali finanziarie. I risultati sono crollo della produzione industriale dell’8% nel 2014 rispetto al 2008, e quindi conti pubblici e delle politiche sociali del governo del Pt, costrette a una brusca virata restrittiva. Il progressivo rallentamento delle esportazioni in paesi come la Cina d il crollo dei prezzi internazionali di tutte le commodities, come i minerali ferrosi, soia. Ed infine il l prezzo del petrolio, che è passato da oltre 100 dollari al barile a meno di 50 dollari in circa sei mesi, hanno messo in ginocchio la bilancia dei pagamenti del paese basata essenzialmente sull’export.

La crisi pesa in maniera rilevante sul reddito delle famiglie ed in particolare sulle classi povere riducendo allo stremo il loro potere d’acquisto.

 

brasile-151217071206A fronte della evidenza della crisi e le responsabilità del paese , sempre più frequentemente emergono azioni di solidarietà verso il Presidente.

Rafael e Evo hanno dichiarato di stare dalla parte di di Dilma, un governo che, continuando quello di Lula, ha sottratto circa 40 milioni di persone alla condizione di miseria. Correa ha affermato che segmenti dell’ultrasinistra minoritaria e settaria, esattamente come nel suo paese, ricevono oscuri appoggi finanziari dall’estero, agiscono in modo coordinato contro Dilma, fornendo argomenti che possano essere sfruttati dalla manipolazione mediatica contro il Brasile, organizzando minoritarie e violente manifestazioni.

Inoltre altre rivelazioni non controllate affermano invece che c’è un progetto strategico degli USA per riportare il Brasile sotto l’influenza americana. Il progetto si sviluppa con la creazione pilotata di un continuo disagio nella popolazione brasiliana, col supporto dei media foraggiati dalla destra storica, fino alla defenestrazione di Dilma.

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