La cultura swahili è la cultura tradizionale dei popoli della costa della Tanzania, del  del Mozambico settentrionale e della maggior parte delle isole dell’Oceano Indiano antistanti a quest’area, da Zanzibar alle Comore, dove si parla la lingua swahili come lingua nativa.

Nell’immaginario collettivo, la cultura swahili è un mistero.

La ragione di questa mancanza di conoscenza risiede nella particolare natura delle genti di questa etnia, arrivate sulle coste orientali dell’Africa dal Medio Oriente (Persia), dall’antica Arabia e dall’estremo Oriente (India e Cina) intorno al primo millennio.

Non è una favola ma Un autentico report che ci deve fare riflettere Molto

Nell’africa meridionale c’è una popolazione nativa che ha una tradizione davvero meravigliosa, quando qualcuno si comporta in modo inadeguato, viene portato nel centro del villaggio e attorniato da tutti.

Per due giorni la gente ricorda a questo individuo tutte le cose buone che ha fatto e lo perdona; ritengono che ognuno di noi viene nel mondo buono e che gli errpri sono un grido d’aiuto . La tribù gli sta vicino e lo aiuta a ritrovare la sua autentica natura e lo perdona.

La tribù gli sta vicino e lo aiuta a ritrovare la sua autentica natura e lo perdona.

L’Oceano Indiano, è stato da sempre il passaggio privilegiato per gli scambi commerciali tra nativi africani e i popoli islamici.

Alcuni tra questi decidevano di trasferirsi nelle ancora incontaminate regioni della costa, l’attuale Kenya, il Mozambico, la Tanzania, oppure negli arcipelaghi antistanti.

L’arcipelago di Lamu e la città di Pate sarebbero diventati, ad esempio, i centri più importanti della cultura Swahili.

una realtà unica ed affascinante l’Isola di Lamu, situata a nord del Kenya, che è riuscita a sfuggire agli sconvolgimenti che hanno caratterizzato il Novecento e per questo ha saputo mantenere intatti stile di vita, cultura ed architettura. i può raggiungere solo con l’uso di barche: qui non sono ammessi altri mezzi di trasporto se non asini e biciclette, ulteriore caratteristica che aiuta a mantenere intatto il fascino antico di un luogo dichiarato non a caso Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

L’isola, abitata già nel XIV secolo, venne conquistata prima dai navigatori portoghesi, poi dagli arabi, in seguito fu al centro di un vivace scambio commerciale con lOman.

Questo ramo del tronco Bàntu era già il mezzo di una cultura africana e il tesoro di molti canti, proverbi e racconti, quando, durante il primo millennio, la religione dell’Islàm si diffuse pacificamente lungo la costa.

La letteratura swahili è eccezionalmente ricca.

«In realtà, le dinamiche sociali e gli scambi con gli aborigeni sono stati molto più vivaci di quello che finora è stato studiato»,

«Fluidità e permeabilità sono le parole-chiave per comprendere queste società, simbolicamente chiuse ma socialmente aperte».

Ci sono poi una serie di concetti che ricordano il mondo della Roma repubblicana, come quello della uungwana, ossia l’urbanitas delle élite Swahili.

Cede il passo quando può, e non si arrabbia quando l’altro non riconosce la cortesia mostratagli

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