Aisha Gaddafi Foundation

Gheddafi International Foundation for Charity Associations

nota anche come GIFCA, era un’organizzazione internazionale non governativa ( ONG) situata nella capitale libica Tripoli , con sede nella capitale libica e succursali nelle , Filippine e Sudan . GICDF è stata fondata nel 1998 dopo la firma del suo statuto a Ginevra , Svizzera . Il presidente della Fondazione era Saif al-Islam Gheddafi , figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi . In seguito gestita interamente da Aisha Gaddafi

Gli obiettivi del GICDF sono:

  • sostenere gli sforzi delle società associate e coordinarne le attività;
  • sostenere il principio del volontariato per il benessere della società e la tutela dei diritti umani ;
  • sostenere la creazione di nuove ONG basate sul volontariato che realizzeranno progetti e attività a beneficio della società;
  • sostenere i segmenti vulnerabili della società;
  • collaborare con le organizzazioni assistenziali per l’eliminazione della povertà;
  • creare consapevolezza del lavoro sociale e umanitario attraverso attività di informazione pubblica a livello nazionale e internazionale; e,
  • rafforzare la cooperazione con organizzazioni internazionali e regionali con obiettivi simili.

ATTIVITA’ DELLA FONDAZIONE

Progetti sulle risorse naturali, programmi informatici per bambini africani e progetti di sviluppo in Ciad , Niger , Pakistan e Burkina Faso .

Panarabismo

 introdurre un “gold-standard” africano, legando nel contempo la nuova moneta al prezzo del petrolio. Ma c’è anche chi è convinto che l’intervento in Libia sia dovuto a questioni di valuta, ed in particolare al progetto di Gheddafi di introdurre il dinaro d’oro, una moneta unica per tutta l’Africa, fatta in oro, il vero parametro della ricchezza. 

Gheddafi non ha mai rinunciato all’idea. Nei mesi che hanno preceduto l’intervento militare ha invitato gli stati africani e musulmani ad unirsi per creare questa nuova moneta, in competizione con il dollaro e con l’euro. Avrebbero venduto il petrolio e le altre risorse a tutto il mondo, solamente in cambio di dinari d’oro. 

Una tale idea farebbe cambiare gli equilibri economici mondiali. La ricchezza di un paese dipenderebbe dalle quantità d’oro che possiede, e non dai dollari che scambia. E la Libia possiede 144 tonnellate di oro. Il Regno Unito ne ha il doppio, ma ha una popolazione dieci volte maggiore.

ANTHONY WILE: Se Gheddafi aveva l’intenzione di cambiare il prezzo del petrolio, e di qualunque altra cosa il paese vendesse sui mercati globali, accettando qualcosa di diverso come moneta, oppure introducendo il dinaro d’oro, una mossa di quel tipo non sarebbe stata certo gradita alle attuali elite di potere, che sono incaricate di gestire le banche centrali nel mondo. Quindi è chiaro che una cosa del genere avrebbe causato la sua eliminazione immediata, insieme alla necessità di creare altre motivazioni per rimuoverlo dal potere. 

LAURA EMMETT: È già accaduto altre volte. Nel 2000, Saddam Hussein aveva annunciato che il petrolio iracheno sarebbe stato venduto in euro, non in dollari. C’è chi dice che le sanzioni e la susseguente invasione siano nate dal fatto che gli americani volessero impedire ad ogni costo che l’OPEC adottasse l’euro nel mercato del petrolio per tutti i suoi paesi membri.

L’oro inglese è depositato in un caveau di sicurezza da qualche parte sotto la Banca d’Inghilterra. Come nella maggioranza dei paesi moderni, non ce n’è abbastanza da metterlo in circolazione per tutti. La cosa è diversa nei paesi come la Libia e molti stati del Golfo. Il dinaro d’oro metterebbe le nazioni africane e mediorientali ricche di petrolio in grado di dire ai loro clienti assetati di energia: “Spiacenti, ma il prezzo è salito, e vogliamo essere pagati in oro”.

C’è chi dice che gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO non avrebbero letteralmente potuto permettere una cosa del genere.

La nuova Moneta panafricana: il motivo per cui eliminarono ‪Gheddafi‬

Libia, nuove rivelazioniDalle mail desecretate di Hillary Clinton emergono nuovi brandelli di verità sui bombardamenti francesi del 2011: Parigi voleva far fallire il progetto di Gheddafi di creare una nuova valuta panafricana alternativa al franco Cfa utilizzato da 14 paesi dell’area Françafrique. E se i bombardamenti francesi alla Libia gheddafiana, del marzo 2011, non fossero

L’introduzione del Dinaro, avrebbe riscritto tutto l’assetto monetario Africano, scalzando ovviamente il CFA e danneggiando gli interessi ed i possedimenti  Francesi.

Potere, energia, petrolio e soldi, sono stati le vere ragioni  che hanno mosso parte del Mondo a dichiarare guerra a Gheddafi, dando inizio  però ad un disastro  che ha trascinato nel caos la Libia, con gravi ripercussioni sui problemi immigrazione.

Una storia tutta da riscrivere, la politica Francese che prima ha armato Gheddafi per poi scaricarlo, ma  anche per il non ancora chiarito, in assoluto, il presunto finanziamento di 50 milioni di Euro, che avrebbe ricevuto Sarkozy, per la sua campagna Presidenziale.

Con l’intento di creare la nuova moneta, Gheddafi accumulò una riserva aurea molto importante. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, nel 2011 le riserve auree in Libia ammontavano ad oltre 140 tn.

Braccato e meno potente, nel 2017 Gheddafi riuscì comunque a spostare parte delle riserve auree, per oltre 8 miliardi di oro, verso il Sud Africa, il Kenia ed il Burkina Faso.

Uno dei tesori  forse più consistenti, più misteriosi e nascosti  al mondo,  introvabile ed inafferrabile.

L’intervento armato contro Gheddafi, spinto soprattutto dalla Francia, mise fine al Regime Libico ed alla vita del Colonnello Gheddafi, il 20 ottobre del 2011.

Un immenso quantitativo d’oro  a metà tra mito, fantasie  e depositi sparsi in diverse Nazioni, la maggior parte in Svizzera ed in Belgio.

Una vera caccia al tesoro che da anni si cerca di stanare.

Intrighi tra importanti Istituti Bancari internazionali, Ambasciate, diplomatici e Governi che hanno scoperchiato creste e commissioni illegali sulle varie transazioni commerciali  di  gas e petrolio.

Confinvest intende creare una nuova moneta legata all’oro, magari denominandola  “Eurogold”?

NO….., assolutamente no!

Ci accontentiamo di utilizzare l’oro (monete e lingotti) a favore della Clientela che cerca di salvaguardare il proprio potere d’acquisto ed a difesa, da tempo lo affermiamo, del fenomeno inflattivo, che sta galoppando velocemente in tutta Europa.

Pertanto oro fisico, in misura di un buon 15 – 20%  sul  mobiliare posseduto a difesa e garanzia dei faticosi risparmi, accantonati in tanti anni di lavoro.

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